DA GOOGLE A PAYPAL E WORLDPAY

I fondi puntano sul cambiamento
E sui titoli per millennials cresciuti

Andrea Telara
MILANO

PAGAMENTI DIGITALI e blockchain. È il binomio vincente su cui ha messo gli occhi da tempo la comunità finanziaria internazionale, che sta cercando di cavalcare l’onda lunga della progressiva digitalizzazione dell’economia. In futuro, si sa, ci sarà sempre più un boom dei pagamenti elettronici, che sostituiranno progressivamente il denaro contante. Inoltre, l’industria finanziaria potrebbe subire una vera e propria rivoluzione grazie all’avvento della blockchain, una tecnologia che forse un giorno potrà consentire gli scambi di denaro per via elettronica tra privati cittadini, senza la necessità di appoggiarsi a una parte terza e indipendente come la banca, che garantisce l’affidabilità della transazione. Per questo, gli analisti delle case d’affari e i gestori dei grandi fondi d’investimento vanno a caccia delle aziende quotate sulle principali piazze finanziarie che, proprio grazie a queste innovazioni, possono guadagnare una montagna di soldi nei decenni a venire e fare faville in borsa.

E SONO NATI anche dei prodotti finanziari ad hoc che investono in aziende legate al business dei pagamenti digitali o alla blockchain. Ma ci sono anche prodotti finanziari che cercano di guadagnare con quella che gli addetti ai lavori definiscono distruption, cioè l’insieme di cambiamenti dirompenti che l’avvento delle nuove tecnologie ha provocato in vari settori, dal commercio al turismo, fino alla mobilità. Tra i gruppi finanziari che si sono mossi in questa direzione c’è la francese Amundi che, nei mesi scorsi, in collaborazione con Cpr Asset Management, ha lanciato il fondo Global Disruptive Opportunities, che punta su alcuni importanti trend dell’economia, non solo sulla digitalizzazione ma anche sull’industria 4.0 o sulle innovazioni e i progressi nel campo della salute e dell’alimentazione.

TRA I TITOLI PRESENTI nel portafoglio del fondo ci sono Alphabet, la società che controlla Google, e l’azienda di pagamenti digitali Pay- Pal. Quest’ultima è anche tra le società preferite da Decalia Millennials, fondo che la casa di gestione ginevrina Decalia ha creato per il gruppo Pictet. Un prodotto ideato per puntare su imprese che beneficeranno dei nuovi trend di consumo della crescita della generazione dei millennial, cioè le persone nate dal 1980 in poi. Tra questi nuovi trend si sono appunto anche i pagamenti digitali e l’abbandono del contante. Tra i titoli preferiti dai gestori di Decalia Millennials c’è anche Worldpay, società che fornisce soluzioni per la sicurezza delle transazioni elettroniche. Pure lo sviluppo della blockchain incontra sempre maggiore interesse tra le case d’investimento, per adesso soprattutto tra quelle specializzate negli Etf (exchange traded fund), fondi le cui quote possono essere comprate e vendute in Borsa come qualsiasi titolo azionario. Nei mesi scorsi, la società d’investimenti First Trust Global Portfolios ha quotato a Piazza Affari il primo etf che segue le performance di un paniere di titoli di aziende che hanno un business collegato proprio alla blockchain. L’indice a cui è legato l’Indxx Blockchain Index include le azioni di alcune importanti società come Alibaba, Ibm, Nvidia, Micron Technology o Taiwan Semiconductor.

Innovazione Nasce PostePay spa, con 26 milioni di tessere

MILANO

È NATA POSTEPAY SPA, il più grande Istituto di Moneta Elettronica (Imel) d’Italia, che riunisce attività e competenze di Poste Italiane nell’ambito dei pagamenti e delle telecomunicazioni, compresa PosteMobile. La nuova società nasce con oltre 4 milioni di SimPosteMobile, 26,2 milioni di carte di pagamento (19 milioni delle quali prepagate), 2,2 milioni di digital wallets. «Siamo orgogliosi di aver raggiunto questa importante tappa del Piano Deliver 2022», è il commento dell’ad e dg di Poste Italiane Matteo Del Fante (nella foto). «Da oggi è operativa la più grande piattaforma di pagamenti digitali che, in sinergia con la rete di distribuzione più capillare d’Italia quella degli uffici postali, permette alla nostra Azienda di consolidare il suo ruolo di motore di sviluppo e di innovazione per il Paese», spiega il manager. PostePay Spa ha l’obiettivo di valorizzare i canali di distribuzione di Poste Italiane grazie a un modello ibrido, che vede nella combinazione tra mondo fisico – la rete più grande e capillare d’Italia – e mondo digitale, «un punto di forza e un’opportunità per accelerare lo sviluppo del Paese».

OLTRE AD ESSERE un centro di competenza all’interno del gruppo Poste Italiane, PostePay Spa intende «intercettare e guidare il cambiamento delle abitudini dei consumatori e delle imprese con la creazione di nuovi canali, prodotti e servizi integrati, soprattutto nell’acquiring, nell’e-commerce e nei pagamenti mobili e digitali». La costituzione della neonata società, infine, rientra nel processo di sviluppo digitale di Poste Italiane nel mutato scenario competitivo nel settore dei pagamenti «e coglie le opportunità offerte dall’apertura del mercato e dai cambiamenti in atto», chiude Poste Italiane.

Di |2018-10-08T13:55:29+00:0008/10/2018|Dossier Economia & Finanza|