La cultura come evento

Opera-Civita, la holding
che risveglia i musei
«L’arte dà ricchezza»

Si chiamano «servizi aggiuntivi», ma sono la vera fonte di reddito dei musei e dei poli archeologici. Albino Ruberti, ad della holding più nota del settore, rivela i numeri e i segreti della società.

UNA VOLTA c’erano i concessionari delle biglietterie e di poco altro. Adesso neimusei e nei siti archeologici sono entrate vere e proprie macchine da guerra, capaci di organizzare eventi, promuovere, valorizzare e, perché no, generare reddito e occupazione. Benvenuti nell’universo delle società dei «servizi aggiuntivi» per le istituzioni culturali, pubbliche e private. Tra ileader del settore c’è OperaCivita, che piano piano sta conquistando tutta Italia. Ottocento dipendenti, 85 milioni di fatturato e quasi due di utile lordo, alla guida di quella che è una vera e propria holding c’è Albino Ruberti, 49 anni, romano, amministratore delegato di Civita Cultura Holding (presidente Luigi Abete); e di Opera Laboratori Fiorentini, presieduta da Giuseppe Costa.

Dottor Ruberti, che rapporto c’è fra queste due società?

«Civita Cultura Holding, con sede a Roma, è la capogruppo di una serie di aziende specializzate nei singoli segmenti della gestione degli obiettivi museali, dall’organizzazione di mostre alla promozione di eventi. Opera, con sede a Firenze, è invece la società più importante del gruppo, di cui Civita Cultura detiene l’80,5%, mentre il restante 19,5% è dei soci storici di Opera Laboratori Fiorentini, con i quali anni fa abbiamo fattol’accordo per sviluppare insieme una straordinaria filiera di servizi, che vanno dalle biglietterie agli allestimenti e scenografie, fino al restauro di arazzi».

E la vostra filiera si estende ora da un capo all’altro del Paese.

«Sì, oltre a Firenze, Siena e San Gimignano, stiamo maturando molte altre esperienze. Siamo i gestori dei servizi alla Reggia di Caserta, di Pompei, dei musei di BancaIntesa, delCastello Sforzesco diMilano, degli scavi di Palazzo Valentini a Roma. E ancora in Sicilia, con le concessioni al museo di Palazzo Bellomo a Siracusa e a Taormina. Ma non abbiamo intenzione di fermarci al suolo nazionale».

Cioè, state per affrontare i mercati esteri?

«Per alcuni aspetti lo abbiamo già fatto. Ad esempio, la mostra del celebre fotografoMcCurry che abbiamo organizzato a Siena, sarà portata a Bruxelles. Così come in occasione delle Olimpiadi in Brasile abbiamo organizzato l’esposizione dedicata all’arte greca e i giochi olimpici. Ma abbiamo molte altre idee e progetti».

Le nuove tecnologie che ruolo giocano nei vostri programmi?

«Enorme. Non è un caso che dal 2014 il nostro gruppo sia diventato membro di Ien, Italian EntertainmentNetwork, una holding che racchiude sotto di sé le migliori eccellenze nel settore della produzione, dell’entertainment culturale, della creatività e degli eventi. Un progetto che aggregale attività di Filmmaster, Civita Cultura Holding e Cine District Entertainment».

Cosa chiedono le istituzioni e cosa siete in gradodioffrire loro?

«Per prima cosa aiutiamo ad aumentare la fruizione del patrimonio storico artistico, anche conmirate azioni di marketing e comunicazione. Inoltre, dialoghiamo col mondo del turismo, con benefici e vantaggi per le istituzioni, il territorio e anche per la nostra impresa».

Conservazione e valorizzazione. Come vi ponete fra questi due orizzonti?

«Siamo convinti che i due aspetti siano connessi. E un soggetto come il nostro può aiutare tutti coloro che hanno spazi e collezioni da promuovere. Senza dimenticare la funzione educativa e didattica. E tornando alle nuove tecnologie, crediamo che possano aiutare il visitatore a una migliore comprensione dei monumenti e di tutte le opere d’arte. Non pensiamo di averela bacchettamagica, ma riteniamo di essere complementari all’azione di indirizzo delle soprintendenze».

Insomma, superata la contrapposizione fra pubblico e privato nella gestione della cultura?

«In buona parte sì, e i risultati si cominciano a vedere».

Dalla Toscana alla Sicilia

Partita dai poli museali di Firenze, Siena e San Gimignano, Opera Civita ha allargato la sua sfera, dalla Reggia di Caserta a Pompei, dai siti della Sicilia a Milano e Roma

Ottocento dipendenti 85 milioni di fatturato

Oltre ai musei e ai siti archeologici, Opera Civita organizza una lista di eventi. La sua rete è fatta da 800 dipendenti, genera fatturati per 85 milioni, con 2 milioni di utili.

Il mercato estero prossimo obiettivo

Alcuni eventi organizzati dalla holding, come la mostra di Steve McCurry, sono già stati esportati a Bruxelles. Come a Rio, per le Olimpiadi, c’è stata l’esposizione di arte greca

La sfida Dal Duomo al Santa Maria, la scoperta di Siena

QUANTO vale un buon concessionario per un museo o un complesso monumentale? La risposta arriva dalla città del Palio che, per quanto bella da secoli, solo negli ultimi anni ha visto rifiorire il suo appeal di città d’arte grazie allo sbarco di Opera Musei. A parlare sono i numeri: nel 2016 le attività museali del complesso del Duomo di Siena hanno registrato un incremento di fatturato pari al 40% rispetto all’inizio dell’attività del concessionario, raggiungendo i 7.200.000 euro. Proporzionalmente all’aumento di fatturato, anche quest’anno il numero dei visitatori ha raggiunto quota 2 milioni. «Risultati arrivati grazie a un efficace piano di comunicazione e a numerose iniziative culturali – spiegano da Opera – quali la scopertura del pavimento, estesa nel 2015 e 2016 anche al mese di luglio; l’apertura del percorso Porta del Cielo, alla scoperta dei tetti della Cattedrale; lo spettacolo culturale Divina Bellezza, realizzato con le più avanzate tecniche di videomapping. E ancora Lux In Nocte, aperture serali del complesso, in occasione dei solstizi d’estate; Risvegli d’arte, visite guidate e colazione al Museo dell’Opera del Duomo; Il Saloncino: un tè all’Opera, conferenze su temi artistici con degustazioni di tè». All’interno della cripta del Duomo è stata organizzata l’esposizione «Dialoghi» con i capolavori di artisti italiani, dove è in corso la mostra La Bellezza Ferita. Norcia, Earth Heart Art Quake. La Speranza rinasce dai capolavori della città di San Benedetto. E adesso l’avventura prosegue con il complesso di Santa Maria della Scala, appena entrato nell’orbita di Civita.

Di |2018-10-02T09:25:32+00:0024/01/2017|Focus Turismo|