Il futuro dello sviluppo
è nell’economia circolare
Intesa ci mette 5 miliardi

Francesco Gerardi
MILANO

SE C’È una parola che è diventata di moda negli ultimi anni, un passepartout lessicale in grado di aprire ogni porta, è ‘sostenibilità’. Un termine che immaginiamo colorato di verde e che, quando non usato a sproposito, evoca immediatamente l’ecologia e l’emergenza del cambiamento climatico. Tutto vero. Ma non è tutto qui: a partire dalla sostenibilitò oggi è necessario passare alla ‘circul economy’, una prospettiva di sviluppo chiave per l’economia, un’opportunità enorme a saperla cogliere, e che va colta adesso. Il concetto non è sfuggito a Intesa Sanpaolo, uno dei gruppi bancari più sostenibili e che si propone di diventare la prima impact bank a livello mondiale grazie anche all’accelerazione sistemica verso quel nuovo paradigma di sviluppo sostenibile che è l’economia circolare.

NEL SUO PIANO d’impresa 2018-2021, infatti, il gruppo ha messo a disposizione un plafond di 5 miliardi di euro per traghettare aziende e consumatori dentro questo nuovo modello. Un budget considerevole, destinato a supportare le imprese che fanno propria l’economia circolare con modalità innovative, assicurando le migliori condizioni di accesso al credito. In quest’ottica si collocano anche i due eventi di fine novembre organizzati a Londra e dedicati al cibo e alla economia circolare applicata al tech-food in occasione della Settimana della cucina italiana nel mondo.

«LA CITY è la piazza ideale per far incontrare potenziali investitori e startup più promettenti», spiega Alberto Mancuso, general manager della filiale hub Intesa Sanpaolo di Londra. «L’innovazione è una leva per competere in mercati sempre più complessi e globalizzati, anche nel settore dell’alimentazione », racconta invece Vincenzo Antonetti, Head of Promotion and Development of Innovation di Intesa Sanpaolo Innovation Center International Network. «La sostenibilità ambientale e sociale è una condizione essenziale per le nuove filiere del cibo. L’economia circolare coniuga entrambi questi fattori, puntando alla realizzazione di un nuovo sistema economico in grado di rigenerarsi. Quest’anno, grazie al percorso maturato in tre anni di collaborazione con la Fondazione Ellen MacArthur, Intesa Sanpaolo ha affiancato Fondazione Cariplo nella creazione a Milano del primo laboratorio di circular economy in Italia e ha previsto 5 miliardi di euro per sostenere la transizione verso il nuovo modello. Ci impegniamo a selezionare le startup più innovative», conclude Antonetti.

LE STARTUP selezionate sono cinque: Ecodyger, che produce macchinari che trasformano i rifiuti organici in compost; Rice- House, che crea nuovi materiali per costruzioni ecosostenibili dagli scarti del riso; Hexagro, che realizza fattorie urbane con tecnologia aeroponica; Toast Ale, che produce birra con il pane fresco avanzato e Winnow, che aiuta gli chef a ridurre gli sprechi.