Imprenditori a scuola di comunicazione
Da Farinetti a Fiona May: come le storie
insegnano la collaborazione fra aziende

Francesco Moroni
ROMA

«PERCHÉ la differenza fa la differenza». Potrebbe sembrare solo uno slogan di presentazione quello scelto per le due giornate di ‘storytelling’ di Challenge Network e Scuola Holden, in programma a Roma il 17 e il 18 ottobre, ma c’è molto di più. Una due giorni intensiva dove tanti giovani professionisti, neolaureati o dottorandi potranno confrontarsi da vicino a sentire i racconti di quattro personaggi di primissimo piano, come Fiona May, Alessandro Baricco, Oscar Farinetti ed Enrico Mentana, e che rispecchia perfettamente uno dei grandi pilastri del gruppo: puntare su una formazione innovativa e a 360 gradi. A raccontarlo è Roberto Santori, ceo di Challenge Network e presidente della sezione Formazione, consulenza e attività professionali di Unindustria.

Santori, che significa fare formazione oggi?

«Grazie al particolare osservatorio di Unindustria, possiamo osservare da vicino il mondo del lavoro e della formazione, e affermare una cosa con assoluta certezza: oggi questi aspetti sono cambiati completamente».

In maniera molto veloce?

«Moltissimo. La formazione ha avuto un’evoluzione incredibile e una declinazione dell’offerta che deve andare incontro alle esigenze delle piccole e medie imprese, a fronte di un’internazionalizzazione sempre più spinta. Ora avviene in aula, ma soprattutto fuori dall’aula, con app, integrazione di strumenti e piattaforme, ‘social learning’ e tanto altro».

E questo in cosa si traduce?

«Il settore è stato travolto e scombussolato, se si pensa solo a 10 o 15 anni fa. C’è molto fermento, e questo apre spazio a diverse occasioni e opportunità».

In Italia la direzione qual è?

«Il sistema funziona, spesso è facile puntare il dito solo contro quello che non va. Invece c’è molta attenzione alla ricezione dei fondi: quelli professionali sono 23 nel nostro Paese e gestiscono più di 600 milioni di euro di aggregato, le aziende versano soldi all’Inps che li restituisce sotto forma di agevolazioni alle imprese per la formazione».

In questo contesto, voi che approccio avete scelto?

«Ci piace sposare tutte le nuove metodologie, intrecciando aspetti interessanti in maniera costruttiva. Puntiamo soprattutto su quello che viene chiamato ‘corporate storytelling’, ma non solo».

In cosa consiste?

«È quello che andrà in scena a Roma nelle giornate del 17 e 18 ottobre: 250 professionisti tra manager e imprenditori, o semplicemente chi sente l’esigenza di voler migliorare il proprio modo di comunicare, potranno interfacciarsi direttamente con quattro grandi figure a loro disposizione ».

Di chi parliamo?

«Il grande leit motiv è quello della diversità. Si va da Fiona May, atleta incredibile che, nel tempo, ha dovuto anche affrontare il delicato passaggio dell’integrazione, a un simbolo come Alessandro Baricco, capace di dar vita a riflessioni per azzerare la discriminazione ed esaltare il bello dell’essere diversi. E ancora: Oscar Farinetti, grande imprenditore che ha portato il Made in Italy nelle grandi vetrine mondiali, ed Enrico Mentana, che con il suo stile da sempre racconta la differenza in televisione ».

E ‘storytelling’, nello specifico, cosa vuol dire?

«Significa saper trasmettere la propria esperienza e la propria vita, raccontare le emozioni vissute sulla pelle in prima persona. Alla base ci sono divere tecniche narrative che coinvolgono chi ascolta».

Uno strumento efficace?

«Ormai sono dieci anni che l’abbiamo fatto nostro: crediamo molto nello scambio di conoscenze ed esperienze. Ma la formazione va anche oltre e assume contorni sempre più diversi ».

Qualche altro esempio?

«Durante l’anno organizziamo incontri sfruttando partnership molto importanti, ad esempio con Fca, che forniscono le proprie strutture per svolgere formazione sul posto. E’ fondamentale per aumentare la collaborazione tra imprese, ma soprattutto per far imparare i giovani professionisti in prima linea. Poi plasmiamo giornate di vera e propria ‘full immersion’, dove i giovani riescono ad apprendere tanto in pochissimo tempo».

Grande attenzione e flessibilità nella strada da percorrere?

«Ci piace pensare di voler essere sempre di più e andare oltre. E non si finisce mai di imparare ».