Energy manager, il risparmio è servito
Aziende a caccia del dirigente green
«L’esperienza farà la differenza»

Francesco Gerardi

MILANO

IN TEMPI in cui i temi dell’efficienza energetica, della sostenibilità ambientale e delle rinnovabili sono diventati mantra onnipresenti, dai media al mondo produttivo passando per le istituzioni e la società civile, non si può fare a meno di sapere qualcosa in più sulla figura professionale che della gestione dell’energia ha fatto il suo pane quotidiano: l’energy manager. «In realtà l’energy manager nasce nei primi anni Settanta, ai tempi della prima crisi petrolifera: non è esattamente una professione nuova» precisa l’ingegner Francesco Belcastro, responsabile della formazione della Federazione italiana per l’uso razionale dell’energia (Fire) e coautore del ‘Vademecum dell’energy management’ realizzato daMce Lab, l’osservatorio sul vivere sostenibile di Mostra Convegno Expocomfort.

È innegabile, però, che la vostra professione sia decollata in questi ultimi anni…

«Decisamente. Anche se c’è ancora molto da fare per promuovere la nostra immagine, ed è quello che la federazione sta tentando di fare».

Chi è l’energy manager, e cosa fa esattamente?

«È la figura chiave per la realizzazione di interventi di efficientamento energetico. È insomma colui che ha il compito di gestire tutto ciò che riguarda l’energia all’interno di un’azienda, di un ente pubblico o di qualunque altra struttura, verificandone e ottimizzandone i consumi e promuovendo, appunto, degli interventi mirati all’efficienza energetica e all’uso di fonti rinnovabili. Qui in Italia è un ruolo che era stato già istituzionalizzato nel 1982, ma la sua piena definizione si deve a una legge del 1991».

Che inquadramento ha, che tipo di competenze servono e quanto si guadagna?

«Me lo chiedono in molti, soprattutto i giovani. Ma voglio chiarire questo punto: stiamo parlando di una figura dirigenziale, di solito alla testa di un team con competenze tecniche».

Non è quindi una professione a cui accedere immediatamente, appena entrati nel mondo del lavoro…

«In linea di massima, no. Molto dipende dalle dimensioni della struttura: nelle grandi aziende o nelle organizzazioni complesse non può che trattarsi di un profilo di alto livello, con competenze manageriali. In caso contrario, del resto, non potrebbe incidere sulla politica energetica dell’azienda. Deve affiancare i decisori o essere egli stesso un decisore. Di conseguenza anche lo stipendio è collocato nella fascia dirigenziale. È possibile eventualmente immaginare un energy manager junior, ma serve comunque un po’ di esperienza».

E nelle realtà più piccole?

«In questo caso è possibile che sia un semplice dipendente o anche un consulente esterno. In questo caso lo stipendio può essere inferiore».

Che curriculum di studi è necessario?

«Non è obbligatoria una determinata formazione. È chiaro che, nella sostanza, è molto più utile che chi ha interesse per questa professione abbia fatto studi di ingegneria. Ma, ripeto, non è obbligatorio. Servono anche competenze manageriali, conoscenze economico-finanziarie e legislative. Diciamo che potrebbe essere anche un manager, purché affiancato da un gruppo di tecnici».

Che compiti ha la Federazione di cui lei è dirigente?

«La legge prevede che ci sia una nomina obbligatoria dell’energy manager per le realtà che hanno grandi consumi: in gergo tecnico si parla di 10mila tonnellate equivalenti di petrolio per le imprese industriali e di 1.000 per il terziario. La Fire è l’ente che gestisce queste nomine, ne pubblica annualmente l’elenco e provvede alla formazione».

 

AGENTI DI COMMERCIO

A Teramo due giorni di Career day per venditori
Un’occasione di incontro tra imprese e neolaureati

TERAMO

SI APRE il Career Day degli Agenti di commercio e dei Consulenti finanziari. Oggi e domani, al Campus universitario di Coste Sant’Agostino in Teramo, l’ateneo della città abruzzese (che già offre un corso di laurea di Comunicazione per l’azienda e il commercio) apre le porte alle imprese, che avranno l’opportunità di entrare in contatto diretto con professionisti con solida ed avanzata esperienza nell’ambito commerciale, pronti nel mettere a disposizione il proprio background conoscitivo e capacitivo, con l’intento di creare e rinsaldare network professionali diffusi. Un modo, dunque, per coadiuvare e sostenere l’incontro tra domanda e offerta nel contesto professionale dell’attività di intermediazione commerciale e della consulenza finanziaria, il quale vedrà la partecipazione di oltre 600 professionisti provenienti da tutte le regioni d’Italia e di aziende molto qualificate. Il Career Day sarà anche l’occasione di creare ponti relazionali durevoli con giovani neolaureati, i quali hanno assimilato, tramite un percorso formativo accademico altamente professionalizzante, un know-how e delle competenze avanzate nell’ambito dell’analisi di mercato, delle tecniche di vendita e della gestione aziendale. L’evento è stato fortemente voluto ed organizzato dal professor Christian Corsi (nella foto), prorettore all’Orientamento, al Placement e al Welfare dell’Università degli Studi di Teramo, e da Franco Damiani, presidente dell’Associazione Atsc, e vedrà anche la partecipazione e l’intervento di Gianroberto Costa, presidente Enasarco.