Wwworkers, l’artigiano diventa 2.0
Internet premia coraggio e talento
I vecchi mestieri cambiano pelle

Alessia Gozzi

LAVORI dimenticati, mestieri tradizionali che si vanno perdendo o professioni inventate da zero grazie alla tecnologia. Un mondo che gira attorno a Internet e ai social media, nel quale è nata una nuova generazione di lavoratori, quella dei wwworkers. I lavoratori della Rete non sono necessariamente giovani, hanno in comune un’intuizione, e cioè aver capito che, grazie al web, si possono creare sinergie, accedere ai mercati in tempi e modi nuovi, vendere i propri prodotti senza mediazioni, contaminare con il digitale anche i mestieri più tradizionali. DAL 2010 i wwworkers italiani sono anche una community che si riunisce ogni anno. «Siamo stati anche alla Camera dei deputati a raccontare le nostre esperienze e suggerire alla politica idee per favorire il lavoro digitale, a partire dalla banda larga e dall’e-commerce». Alessandro Florio, assieme a suo fratello Marco, ha creato iDrowash, una startup che si occupa di rigenerazione urbana con tecniche a basso impatto ambientale e prodotti senza sostanze chimiche. Entrambi programmatori, i due fratelli hanno avuto l’illuminazione ristrutturando un rustico ereditato dal nonno, hanno pensato, perché no, di farne un lavoro vero: «Abbiamo preso un lavoro considerato poco appetibile dai giovani, quello delle pulizie urbane, e lo abbiamo riammodernato in chiave tecnologica», racconta Alessandro. Su Facebook hanno trovato il primo cliente e ora la piattaforma social, insieme a Instagram e Youtube, è diventato il principale canale di promozione della loro attività che frutta 100mila euro l’anno.

UN’ESPERIENZA che si tradurrà in un libro perché, spiega, «vorremmo che la nostra esperienza e quella di altri che nel mondo digitale hanno trovato un nuovo modo di fare business diventi un modello anche per altre imprese». Storie di successo di piccole e medie aziende italiane e di artigiani digitalizzati che già oggi ne fanno impresa ce ne sono già molte. A San Floro, in provincia di Catanzaro, grazie al web Stefano Caccavari ha raccolto in novanta giorni oltre mezzo milione di euro per realizzare un sogno: riaprire il vecchio mulino in pietra naturale del paese e a dare nuova vita ai grani antichi della propria terra. E c’è anche chi, grazie all’ecommerce, è riuscito a risorgere dopo il terremoto de L’Aquila. È il caso di Maria Fidanza, che ha rilanciato l’azienda di famiglia e oggi vende in tutta Europa, Asia, Australia e Singapore. Mestieri tradizionali rinati grazie al digitale, ma anche professioni che innovano grazie alla tecnologia. A Rieti, per dire, è nato il pomodoro intelligente coltivato nella serra idroponica tutta computerizzata, mentre nelle Marche cinque ex compagni di università hanno dato vita al primo estintore connesso al mondo. O, ancora, a Ferrara un team di sarti restauratori in versione digitale ha riportato in vita, grazie alla realtà virtuale e alla stampa 3D, il soffitto del tempio di Bel di Palmira.

L’ESERCITO dei wwworkers cresce e forse potrà venire da loro la risposta alla crisi di molti mestieri tradizionali. Nei prossimi 10 anni sono a rischio estinzione molte professioni manuali dell’artigianato e dell’agricoltura, con una perdita stimata di almeno 385.000 posti di lavoro. E, d’altra parte, con una disoccupazione giovanile che veleggia ancora a livelli altissimi, il digitale sarà il fattore chiave.


L’INIZIATIVA DI RANDSTAD

Un campionato per reclutare i tornitori
Il 75% dei partecipanti ha un posto stabile

BOLOGNA

IN LIZZA ci sono 250 operai di tutta Italia. La ‘partita’ si gioca su due fronti: le competenze teoriche da un lato, l’esperienza, le doti di manualità e la capacità di programmazione di una macchina utensile dall’altro. È il campionato tornitori di Randstad, il tour in 16 tappe che che sta attraversando il Paese «alla ricerca dei più abili giovani programmatori di macchine utensili di ogni territorio». Dopo l’ultima tappa di Lecco, la nona, il campionato tornitori approda in Emilia Romagna e Marche, per poi fare ritorno in Lombardia: domani è il turno di Reggio Emilia, mercoledì tocca a Bologna, a seguire Forlì (giovedì), Pesaro (venerdì), Saronno (14 novembre) e Treviglio (15 novembre). L’appuntamento di Pescara (17 novembre) precederà la finale nazionale in programma il 23 novembre al centro tecnologico Siemens di Piacenza. «Il contest – spiega Randstad – nasce con l’obiettivo di accendere i riflettori su una figura professionale molto richiesta dalle imprese, ma altrettanto difficile da reperire sul mercato con adeguate qualifiche ed esperienza, mettendo in contatto domanda e offerta di lavoro tra operai specializzati ed aziende alla ricerca di personale». Il 75% dei partecipanti all’edizione dello scorso anno ha poi trovato lavoro.