COME CAMBIA L’OCCUPAZIONE

Esperti di chatbot e meccanici d’algoritmi
La banca 4.0 cerca professionisti digitali
HSBC individua i sei profili del futuro

MILANO

L’IMPIEGATO allo sportello sarà sempre meno indispensabile. Ma nel mondo bancario si affacciano nuove professioni che, in futuro, sono destinate a rivoluzionare il comparto e a dare posti di lavoro. C’è il designer di applicazioni in realtà aumentata o ‘mista’, ad esempio, per progettare interfacce tridimensionali che rispondano alle esigenze dei clienti. O ancora il programmatore di chatbot e controparti conversazionali, in grado di creare interfacce che rispondanoin modo sempre più mirato e ‘umano’ al cittadino. In tutto, sono 6 i profili innovativi individuati dal report del colosso HSBC. Che parte, però, da una premessa irrinunciabile: «Una cosa è certa – sentenzia Josh Bottomley, Global head di Digital, retail banking e wealth management di HSBC –: l’intelligenza artificiale non sostituirà quella umana. A fare la differenza tra una customer experience buona e una di alto livello sarà l’unione tra le migliori tecnologie e l’apporto umano».

IL REPORT Human Advantage: The Power of People è stato commissionato da HSBC e analizza le sfide e le opportunità che il settore bancario deve affrontare per cercare di prevedere, appunto, sei nuove posizioni lavorative. In linea generale, per prepararsi a ricoprire uno di questi ruoli, servono le famose ‘Tre C’: curiosità, creatività e comunicazione. Ma poi, ognuno, avrà skill particolari. C’è, ad esempio, il ‘meccanico’ di algoritmi, ovvero la figura professionale che aggiorna e implementa uno strumento che opera in ambienti in rapida evoluzione, caratterizzati da regolamenti in continuo mutamento e prodotti in costante trasformazione. Un ruolo che, spiega HSBC, richiederà sempre maggiori competenze di gestione del rischio, service design e di financial literacy, piuttosto che competenze tecnologiche. Si prosegue poi con gli Universal service advisor, ovvero professionisti in grado di supportare i clienti su un’ampia gamma di prodotti, passando da un ambiente virtuale all’altro in qualsiasi momento, al fine di soddisfare le esigenze e le richieste. Le competenze richieste per questo profilo sono una combinazione di conoscenza del prodotto e di dominio con un’eccellente capacità comunicativa e empatia con i clienti.

SEGUE POI l’ingegnere di processi digitali, cioè chi analizza, assembla e ottimizza i flussi di lavoro, regolandoli costantemente al fine di massimizzare la produttività e ridurre al minimo le frizioni. Questa figura entra in ballo soprattutto nei momenti più delicati, del rapporto col cliente, da quando quest’ultimo entra nella ‘famiglia’ bancaria a quando perde o deve sostituire una carta di credito. L’ingegnere di processi digitali dovrà essere dotato di spiccate capacità di scoperta per comprendere flussi di lavoro ampi e interconnessi, oltre a diagnosticare i problemi e gli impasse. Infine, c’è il Partnership gateway enabler, ovvero la figura che monitora, mantiene e negozia con attenzione le relazioni digitali con i partner bancari, come le società del mondo fintech e le aziende tecnologiche globali. I gateway controller dovranno avere il giusto mix di conoscenze tecniche delle interfacce digitali e di competenze in tema di sicurezza e gestione dei rischi. Sono molto apprezzate anche le skill comunicative.

Università Luiss Dalla Bei 95 milioni per ristrutturare l’ateneo

MILANO

LA BANCA europea per gli investimenti (Bei) affianca l’Università Luiss nel suo piano di investimenti quinquennale, con un impegno finanziario complessivo di 95 milioni di euro, di cui una prima tranche di 50 milioni perfezionata nei giorni scorsi. Il prestito sarà destinato alla modernizzazione, all’ampliamento e all’efficientamento energetico di strutture didattiche, aule biblioteche e residenze per studenti e professori sia nei diversi campus romani sia nell’Innovation hub di Milano.

UN FOCUS anche sui processi di internazionalizzazione, per attrarre sempre più studenti dall’estero, e l’uso delle nuove tecnologie nell’istruzione e nell’insegnamento. In totale gli investimenti riguarderanno 32mila metri quadrati di edifici. Il finanziamento della Bei coprirà oltre il 70% del piano di investimenti complessivo della Luiss, polo universitario che offre corsi di laurea e master in scienze sociali, principalmente nei campi di economia e finanza, impresa e management, giurisprudenza e scienze politiche; i corsi si svolgono sia in italiano sia in inglese.

«DOPO GLI ATENEI di Trento, Verona, Bologna, Sapienza e Bocconi tra altri, la Bei sostiene adesso i piani di sviluppo della Luiss, polo universitario di alto livello che punta sempre più su un processo di internazionalizzazione: in totale, negli ultimi anni, alle Università italiane è andato dalla Bei quasi un miliardo. Siamo orgogliosi di questa operazione, perchè solo scommettendo sulla formazione potremo rimanere competitivi e dare ai giovani gli strumenti per affrontare e vincere le sfide del futuro», commenta il vice presidente della Bei, Dario Scannapieco.

GIOVANNI LO STORTO, direttore generale Luiss dichiara: «L’intesa con una delle più importanti istituzioni europee impegnate nello sviluppo del capitale umano come la Bei, conferma la fiducia verso gli obiettivi del nostro ateneo di favorire l’internazionalizzazione e migliorare l’accesso ai servizi e alle strutture a disposizione degli studenti. La Luiss raccoglie la sfida con progetti strategici e investe nella diffusione capillare di tecnologie digitali e in nuovi corsi».

Di |2018-10-02T09:24:23+00:0016/07/2018|Lavoro|