COME CAMBIA IL LAVORO

La rivoluzione dei robot è arrivata ma metà degli operai non è pronta
«Vanno formati o saranno travolti»

Elena Comelli
MILANO

LA QUARTA rivoluzione industriale può offrire opportunità formidabili ai lavoratori, a patto di trovarsi dalla parte dei rivoluzionari e non da quella dei rivoluzionati. Entro il 2030 aumenterà la domanda di competenze tecnologiche e anche di capacità sociali ed emotive (doti che le macchine non possono sostituire), in base al nuovo report di McKinsey intitolato Skill shift: Automation and the future of the workforce, che analizza l’impatto delle tecnologie per l’automazione sul mondo del lavoro. La parola d’ordine, per McKinsey, è riqualificazione. Una necessità che risulta evidente già oggi, in un mondo dove quasi metà dei lavoratori hanno competenze tecnologiche basse se non nulle, secondo i più recenti dati Ocse. Il problema non emerge solo nelle economie periferiche, ma anche negli Stati Uniti, in Germania o in Canada, dove quasi il 60% dei lavoratori, in base ai dati Ocse, è sostanzialmente privo di abilità informatiche. Per non farsi travolgere dal cambiamento, ma anticiparlo, è invece interesse di tutte le economie avanzate adeguare le competenze dei lavoratori a cui mancano. Per questo sarà centrale nei prossimi anni la formazione continua, a cui ora accedono solo in pochi e quasi mai quelli più in difficoltà.

CON L’ADOZIONE, sempre più diffusa, di automazione e intelligenza artificiale, per McKinsey diminuirà entro il 2030la domanda di abilità cognitive di base (-15%, passando dal 18% al 14% delle ore lavorate) e di competenze manuali (-14%), pur rimanendo queste ultime la principale categoria di competenze in molti Paesi, con il 25% del totale delle ore lavorate. Al contrario, aumenterà del 55% la domanda di competenze tecnologiche, sia nel digitale di base sia nelle tecnologie avanzate, rappresentando il 17% delle ore lavorate contro l’11% nel 2016, insieme alla domanda di capacità sociali ed emotive come la leadership e la gestione delle persone, che crescerà del 24%, rappresentando fino al 22% delle ore lavorate. Saranno inoltre richieste capacità cognitive più sofisticate, come ad esempio la creatività, l’elaborazione e l’interpretazione di informazioni complesse.

IN PRATICA, il rapporto mette in evidenza una forte polarizzazione del mercato e una sparizione quasi completa dei ruoli intermedi, quelli dove il lavoro è ripetitivo e poco creativo. Per chi riuscirà a star dietro all’innovazione, dunque, la vita lavorativa diventerà molto più interessante, ma bisognerà dare una mano a tutti gli altri per aiutarli a riconvertirsi, pena il rapido declino delle loro condizioni di lavoro. Questo è il primo grande cantiere del futuro: orientare lo studio e la formazione in modo tale da non cadere nella trappola dell’irrilevanza. Quasi la metà delle aziende interpellate da McKinsey prevede di assumere un ruolo guida nella formazione della forza lavoro del futuro, ma chiede aiuto a tutte le parti interessate: al sistema scolastico, che dovrà riformare i curricula, alle associazioni di settore, ai sindacati e allo Stato, che dovrà rafforzare le tutele per i lavoratori in transizione e incoraggiare la mobilità.

PER RESTARE competitive, le aziende dovranno attuare profondi cambiamenti organizzativi e scelte strategiche sulla propria forza lavoro. L’incapacità di reperire figure professionali con le competenze necessarie a favorire l’adozione dell’automazione rappresenta una fonte di preoccupazione per le imprese, dal momento che può influire negativamente sulla loro performance finanziaria futura: quasi il 20% delle aziende afferma che i propri manager non dispongono di conoscenze sufficienti per guidare l’adozione dell’automazione e dell’intelligenza artificiale. Procedere con la testa rivolta all’indietro è un lusso che non possiamo più permetterci.

Its Academy Invenzioni dei giovani supertecnici

PADOVA

AUSILI TECNOLOGICI per disabili, carrozzine automatizzate, distributori automatici di farmaci per anziani o disabili, ombrelloni elettronici ad apertura telecomandata, un robot per allevamenti avicoli specializzato nel recupero delle carcasse: sono alcune delle ‘invenzioni’ degli allievi dell’Its Academy Meccatronico Veneto presentate nei giorni scorsi all’Istituto Severi di Padova, in occasione della festa conclusiva dell’anno formativo e della premiazione degli allievi migliori. «Gli Its Academy del Veneto ‘laureano’ i super-tecnici, gli specialisti dell’automazione e dell’innovazione dei processi e dei prodotti meccanici», ha sottolineato l’assessore regionale all’istruzione e formazione, Elena Donazzan, lodando la gara di ingegno dei 250 corsisti e augurando «in bocca al lupo» ai 103 allievi che a luglio sosterranno l’esame conclusivo del biennio formativo.

«PIÙ DI 98 SU 100 – ha aggiunto l’assessore – troveranno occupazione qualificata nelle aziende del settore entro sei mesi, perché ancor prima di conseguire il diploma sono già contesi dalle imprese che investono nella loro formazione. Il successo delle Fondazioni che guidano gli Its sta proprio qui, nello stretto binomio tra scuola e azienda, che determina percorsi, alternanza tra formazione teorica e lavoro, composizione del corpo docente e grande flessibilità nell’organizzazione e nelle qualifiche».


PEI, specialisti emiliani in protezioni industriali
«Quando la sicurezza sposa la tecnologia»

BOLOGNA

L’INNOVAZIONE al servizio della sicurezza. È la stella polare che guida da sempre la produzione del gruppo PEI – Protezioni elaborazioni industriali di Bologna, tra i protagonisti in Italia e in Europa nell’offerta di protezioni per macchine utensili.

Michele Benedetti, socio e responsabile innovazione e sviluppo di PEI, con quale strategia operativa la vostra azienda si muove sul mercato attuale?

«Da sempre la strategia di PEI è indirizzata all’innovazione costante e all’attenta presenza di personale qualificato nelle vicinanze del cliente. La strategia di successo del nostro gruppo nasce dall’intuizione dei soci fondatori nel cogliere l’importanza della sicurezza sul luogo di lavoro, che a partire dagli anni Ottanta ha condotto allo sviluppo del mercato delle protezioni per macchine utensili».

Quali sono i vostri punti di forza?

«Possiamo vantare la più completa gamma di protezioni offerte al mercato. Il nostro gruppo gestisce l’intero processo: dalla fase iniziale di progettazione su misura, passando per la soluzione tecnica più idonea e arrivando fino alla produzione e alla consegna del prodotto. La nostra carta vincente è la scelta di garantire ai clienti il miglior servizio possibile».

Cosa chiedono oggi i vostri clienti e come rispondete alle loro richieste?

«I clienti di maggior successo si sono orientati a servire un mercato globale. Sappiamo rispondere nel modo più adeguato alle richieste delle aziende che devono impiegare le nostre protezioni in ogni parte del mondo».

Quale significato hanno per la vostra azienda i termini ‘innovazione’ e ‘qualità’?

«L’innovazione è la base della nostra strategia, è la garanzia per continuare a essere presenti sul mercato nel futuro. Per quanto concerne la qualità, deve ormai essere considerata tassativamente inclusa nel prodotto o nel servizio che si offre».

Quali sono i vostri obiettivi quotidiani e i progetti a lungo termine?

«Siamo impegnati quotidianamente nel mantenimento e nell’incremento delle nostre attuali quote di mercato. Nel lungo periodo, invece, l’obiettivo è guardare oltre i confini europei».

Quali peculiarità caratterizzano la vostra gamma di prodotti?

«Ogni nostro prodotto è progettato e fabbricato per rispettare le specifiche performance richieste dal cliente. È quindi il nostro prodotto che si adegua alla specifica esigenza e non, viceversa, il costruttore del lamacchina che deve ‘subire’ uno standard».

Quali i vostri prodotti di punta?

«Le principali aree che stiamo sviluppando riguardano la protezione ‘Giant shield’, uno scudo gigante a protezione del vano motori delle moderne macchine utensili, ‘WaveSky’, in particolare con la versione motorizzata ‘Smart drive’ e la schermatura avvolgibile ‘Ceramix’ che abbiamo alleggerito. Abbiamo inoltre ingegnerizzato due importanti accessori per coperture telescopiche: ‘Synchro-tel’ e ‘Damper-shell’».

La sicurezza contribuisce anche alla produttività, non è vero?

«La fortissima personalizzazione dei nostri prodotti garantisce al cliente di poter sfruttare al 100% la propria macchina, senza compromessi, e questo aumenta la competitività».

Come riuscite a conquistare la fiducia dei vostri clienti e a stare loro vicino?

«Abbiamo formato personale che risiede nelle aree geografiche di maggior industrializzazione. Così, siamo fisicamente e culturalmente vicini ai nostri clienti: tale presenza costante ci ha permesso di costruire e mantenere la loro fiducia, giorno dopo giorno».

Alberto Pieri

Di |2018-10-02T09:24:26+00:0006/07/2018|Dossier Economia & Finanza|