L’azienda posseduta dagli animali
Almo Nature investe tutti i profitti
per salvaguardare la biodiversità

Andrea Ropa
GENOVA

GLI AZIONISTI di maggioranza? Fido e Fufy. Dopo il via libera del fisco, ora Almo Nature è davvero un’azienda di proprietà degli animali. Sembrava una boutade, quella di Pier Giovanni Capellino. E invece oggi è una sorprendente realtà. Nel marzo 2018, il fondatore del marchio noto per essere stato il primo al mondo a produrre alimenti per cani e gatti con ingredienti idonei in origine al consumo umano, dichiarò che da allora in poi tutti i profitti realizzati da Almo Nature sarebbero stati a disposizione della Fondazione Capellino, da lui fortemente voluta, che li avrebbe impiegati in difesa dei cani, dei gatti e per la salvaguardia della biodiversità. In Italia però, a differenza di altri Paesi, la legge non permetteva a una fondazione di possedere un’azienda.

MA LA TENACIA di Capellino lo ha portato, lo scorso novembre, a sottoporre un dettagliato interpello all’Agenzia delle Entrate, che nei giorni scorsi ha risposto riconoscendo di fatto un nuovo modello economico-solidale (duale) nel quale la proprietà dell’azienda e i suoi frutti possono non appartenere a un umano, ma a uno scopo. Che nel caso specifico di Almo Nature-Fondazione Capellino coincide con la difesa dei cani, dei gatti e della biodiversità. Con questa decisione l’Agenzia delle Entrate ha permesso così ad Almo Nature di realizzare un nuovo modello di azienda a ‘capitalismo solidale’. Ovvero, come recita il claim riportato su tutti i prodotti, di realizzare la prima azienda ‘owned by the animals’, posseduta interamente dagli animali, dalla natura e da tutti gli umani che ne condividono i valori.

«PER LA LEGGE italiana – commenta Capellino – ora la Fondazione, classificandosi come ente commerciale, ha diritto a gestire la società di cui ha la proprietà e ad essere finanziata dalla stessa senza penalizzazioni. In alternativa avrei dovuto vendere l’azienda e trasformare il capitale in rendita, mentre volevo non dividere la solidarietà dalla produzione della ricchezza e coinvolgere dipendenti e clienti. I primi ora potranno dare un significato aggiunto al loro lavoro di tutti i giorni; i secondi, scegliendo le nostre crocchette per i loro cani e gatti, potranno dare un contributo importante alla difesa della natura».

AL MOMENTO sono tre i progetti sul tavolo della Fondazione Capellino che potranno essere finanziati con i dividenti distribuiti da Almo Nature. Il primo, denominato ‘Companion Animal For Life’, lavora attraverso tre azioni complementari (AdoptMe, Love- Food, RespectMe) e mira all’istituzione di un registro europeo obbligatorio di identificazione e registrazione dei cani e dei gatti sin dalla nascita, ad eliminare gli abbandoni, il randagismo, il commercio abusivo dei cuccioli, sino a trasformare i canili in luoghi di transito temporaneo e non di detenzione, come accade oggi nella maggior parte dei casi. Il secondo progetto è stato ribattezzato ‘Farmers& Predators’ e si propone l’obiettivo di rendere possibile la convivenza sul territorio tra grandi animali e attività umane.

INFINE, ‘Regenerating Villa Fortuna’ è un progetto sperimentale di rigenerazione della terra dopo decenni di coltura intensiva condotto sui terreni agricoli che circondano gli edifici dove, al termine del loro recupero, sorgerà la sede della Fondazione Capellino, nel Comune di San Salvatore Monferrato, in Piemonte.

Popmove Nasce il primo Social Mobility Network

ROMA

NASCE Popmove, il primo Social Mobility Network, una community certificata e garantita in cui è possibile trovare un’auto quando se ne ha bisogno e condividere la propria quando non la si usa. Un modello di mobilità circolare da cui tutti traggono benefici: i Popdriver, che hanno bisogno di una vettura per poche ore o per spostamenti più lunghi, possono trovare esattamente quella che cercano pagando solo per l’uso che ne fanno; i Popmover, titolari di un contratto di noleggio a lungo termine Popgo, mettono a disposizione la propria auto sulla piattaforma Popmove e risparmiano sulla rata mensile, ricevendo un accredito fino all’80% dell’importo di ogni singolo viaggio effettuato da un Popdriver e abbattendo così il canone in pochi giorni. Attraverso l’app Popmove (scaricabile da Play Store ed Apple Store) si ha accesso al parco auto più completo oggi disponibile. Diverso da qualsiasi altra forma di mobilità, si propone di andare oltre il car sharing e il noleggio.

POPMOVE parte da Roma per estendersi gradualmente a tutte le città italiane. Il servizio, che al termine di una fase di test è già operativo con le prime 150 auto, è semplice e intuitivo. Le vetture si mettono in condivisione e si aprono con una app proprio come un car sharing, ma con durate e percorrenze superiori: da 1 ora a 29 giorni e su tutto il territorio nazionale, purché si riconsegni il veicolo nei tempi indicati dal legittimo proprietario. Popmove è pensato anche per creare una nuova formula di mobilità tra piccole comunità di prossimità: l’opportunità, in questo caso, è quella di abilitare la condivisione di un’auto tra amici, vicini di casa, colleghi di lavoro. «Popmove – spiega Alberto Cassone (nella foto), presidente di Hurry e amministratore delegato della startup – lancia una nuova sfida nel segmento della mobilità, cambiando gli schemi delle tradizionali forme di condivisione. La piattaforma permetterà a chi vi aderisce di scegliere di prendere un’auto e usarla, di non usarla e guadagnarci o addirittura di non acquistarla affatto. La condivisione delle vetture non sarà più un servizio elitario per le grandi città, culla naturale delle nuove formule di mobilità innovativa, ma potrà così svilupparsi senza limiti geografici anche nei piccoli centri abitati».

Alberto Pieri