BEPPE COSTA

Divertimento ed educazione ambientale
Il re degli acquari vuole raddoppiare

Giuliano Molossi
GENOVA

EDUTAINMENT è un neologismo che nasce dalla fusione di due parole, education e entertainment, e significa educare e divertire nello stesso tempo, far sorridere e far pensare, in altre parole un uso qualitativo del tempo libero. E’ qui, nell’intrattenimento intelligente, il segreto del successo di ‘Costa Edutainment’, la società leader in Italia nella gestione di siti e grandi strutture pubbliche e private dedicate ad attività ricreative, didattiche e di ricerca scientifica.

UNDICI strutture, dall’Acquario di Genova a quelli di Cattolica e Livorno, dall’Aquafan di Riccione all’Italia in Miniatura di Rimini, 500 dipendenti (tra fissi e stagionali), 3 milioni di visitatori ogni anno, 62 milioni di fatturato: sono questi i significativi numeri del gruppo guidato con passione da Beppe Costa, 62 anni, genovese doc, cavaliere del lavoro.

Dottor Costa, la metodologia vincente è quella di far divertire la gente, ma senza dimenticare gli aspetti scientifici e culturali?

«Sì, la mission del nostro gruppo è proprio questa. Partiamo dal divertimento, non pretendiamo di educare i visitatori, ma con il nostro modo di presentare le cose cerchiamo di mandare dei messaggi positivi su alcuni temi importanti, proviamo a far riflettere le persone. Crediamo che facendo così sia più facile che la gente si appassioni, ritorni più volte, parli bene dei nostri prodotti. E’ proprio questo che ci differenzia dagli altri, che ci fa abbastanza unici nel panorama degli acquari e dei parchi acquatici. Noi non ci limitiamo a regalare emozioni e adrenalina ma diamo sempre qualcosa in più».

Ad esempio insegnare a rispettare l’ambiente…

«Esatto. Facciamo attività di divulgazione e di educazione per la tutela degli ambienti acquatici. Molto importante, sotto questo aspetto, il rapporto che intratteniamo con le scuole. Facciamo vedere ai ragazzi uno squalo o un delfino, provochiamo le loro emozioni ma poi gli spieghiamo cosa c’è dietro, come si nutre, dove e come vive».

Parlando d’ambiente e di mare, non si può non parlare di plastica.

«Noi ne parlavamo già più di dieci anni fa a Cattolica con una mostra su questo tema, adesso ne parlano tutti, la questione è ampiamente dibattuta, c’è una sensibilità diversa rispetto al passato».

Qual è il vostro visitatore tipo e come cambia?

«Ha fra i 25 e i 45 anni, ha famiglia, ed è sempre più informato, più esigente e più digitalizzato. Molto spesso lascia lusinghiere recensioni sui social e questo per noi è molto importante per attirare gente che non conosce l’Acquario, che forse ne ha sentito tanto parlare ma non è mai venuta».

Il ruolo dei social per chi gestisce strutture come le vostre è così importante?

«Assolutamente sì, noi li monitoriamo costantemente per andare incontro alle esigenze dei visitatori, anche per correggere il tiro se è necessario. E bisogna essere molto veloci a farlo. E poi i social sono indispensabili per promuovere le nostre offerte».

Nell’ultimo anno avete fatto investimenti per quasi 5 milioni di euro. In che modo li avete utilizzati?

«Nel rinnovamento delle strutture. A Genova, ad esempio, abbiamo realizzato un rigeneratore che migliora l’uso delle risorse energetiche, e poi sul prodotto, sia all’Aquafan che all’Italia in miniatura come negli altri nostri siti abbiamo apportato migliorie, è un obbligo per noi farlo ogni anno ».

Qual è il mese migliore per la vostra attività?

Luglio o agosto, immagino. «No, per l’Acquario di Genova è aprile, grazie ai lunghi ponti che ci sono, alle gite scolastiche. Per le altre strutture della riviera romagnola sicuramente i mesi estivi».

La rivoluzione tecnologica ha cambiato anche il mondo dei parchi divertimenti?

«Certamente. Dall’approccio, cioè dal modo di acquistare i biglietti on line, alla visita stessa. Noi dobbiamo dare al visitatore la possibilità di ‘portare a casa’ l’esperienza che ha fatto, con tutti gli approfondimenti necessari ».

L’anno scorso al Quirinale il presidente Mattarella l’ha nominata Cavaliere del lavoro…

«E’ stata una soddis f a z i o n e enorme, perché questo è il massimo riconoscimento per chi lavora, vuol dire creare valore attraverso il lavoro ».

Fra dieci anni dove sarà la Costa Edutainment?

«Oggi abbiamo 11 strutture, fra dieci anni spero siano 22. Oggi i dipendenti sono 500, mi auguro che nel 2029 siano mille. Insomma, puntiamo al raddoppio».

Di |2019-01-21T10:56:30+00:0021/01/2019|Primo piano|