BENESSERE A TAVOLA

«Scienza e arte contemporanea
Oltre ai prodotti, facciamo cultura
Così scopriamo i nuovi mercati»

BOLOGNA

SASSOLI de Bianchi, quanto ha influito l’essere medico nella sua carriera imprenditoriale?

«Molto. Da medico ho lavorato sul sonno e ora lanciamo una nuova linea in questo settore. La mia formazione scientifica incide sull’azienda. Io vivo su due binari: uno è la scienza, la medicina, l’altro è l’arte, quindi la cultura. Lungo questi binari si è sviluppata la mia vita, caratterizzando anche il mio essere imprenditore. Ecco perché dico che noi produciamo cultura, prima ancora di occuparci di prodotti. Cerchiamo sempre di entrare in nuovi mercati e soprattutto di crearne di nuovi».

Cosa rappresenta l’arte per lei?

«L’arte permette di capire lo spirito del tempo in cui si vive. Io mi occupo soprattutto di arte contemporanea: comprenderla significa entrare in sintonia con il mondo. La sperimentazione artistica anticipa i tempi: acquisendo sensibilità nei confronti della arte, si percepisce meglio ciò che avviene intorno a noi».

Quindi non è una passione e basta?

«È molto di più. L’arte aiuta a comprendere la realtà, è uno strumento per capire il proprio tempo, per viverlo in maniera più piena, più organica. Io non mi considero un collezionista, mi sono occupato di musei per oltre vent’anni e quello è stato un mestiere. Non sono un accumulatore di opere, mi piace rapportarmi sempre con la sperimentazione. Ecco spiegata l’attività che riguarda i musei. Ultimamente con alcuni amici abbiamo aperto ICA-Milano: è un centro culturale no-profit che ha lo scopo di far riflettere e far pensare attraverso le arti contemporanee. Non è solo uno spazio espositivo, è un istituto per tutte le arti, un organismo per la cultura contemporanea. Avremo una scuola di filosofia, allestiremo un cinema all’aperto, daremo spazio all’editoria d’arte, alle performance, alla musica oltre alle mostre. Si tratta di cultura inserita nell’esperienza quotidiana: tutto nasce dalla convinzione che l’arte modifichi la società e che non sia una sovrastruttura».

Che momento sta attraversando la sua Bologna?

«Noto vivacità e dinamismo. L’esplosione del turismo sta trasformando la città, resta da capire se quest’ultima sia capace di canalizzare questa trasformazione. Il sistema Aeroporto-People Mover (il ‘treno’ che collegherà lo scalo alla stazione ferroviaria in pochi minuti, ndr) rende Bologna ancora più attrattiva e centrale dal punto di vista logistico. Abbiamo un’università storica e diverse iniziative, anche di stampo culturale come MAST e Opificio Golinelli, che hanno fornito un contributo importante. C’è un tessuto solido, con aziende responsabili e un sistema di welfare avanzato. Certo, si può migliorare e i problemi restano. Ma sono stati compiuti passi in avanti».

Giuseppe Catapano

Di |2019-02-18T11:07:51+00:0018/02/2019|Primo piano|