BELLEZZA SENZA TRUCCHI

La cosmetica naturale muove il pil
Vale un miliardo di euro all’anno
Anche il parrucchiere diventa bio

BOLOGNA

CURA DEL CORPO naturale e bio. Questo settore fondamentale, all’interno del Sana (il Salone internazionale del biologico e del naturale), ha la propria manifestazione di riferimento. Le aziende che se ne occupano saranno ospitate dai padiglioni 25 e 26. Salute e bellezza naturale saranno protagoniste anche all’interno delle sale congressuali durante gli incontri formativi di ‘Sana Academy’. Ma la fiera, che chi ha sposato uno stile di vita naturale attende per tutto l’anno, avrà tra i suoi protagonisti anche i settori ‘Alimentazione biologica’ – padiglioni 21, 22, 31 e 32 – e ‘Green lifestyle’ (padiglione 19).

SI TRATTA di un mercato florido e in crescita, quello della cosmesi, come emerge chiaramente nel ‘Beauty Report 2018’, curato da Cosmetica Italia, con il contributo di Ermeneia: il fatturato del settore, nel nostro Paese, ha sfiorato gli 11 miliardi di euro (+3,9% su 2016), e la crescita per il 2018 è stimata al 4,5%. L’attenzione sempre maggiore dei consumatori ai valori della sostenibilità contribuisce a dare un ruolo di grande rilievo alle vendite di prodotti cosmetici ma a connotazione naturale, che valgono complessivamente, invece, 1 miliardo di euro, quindi quasi il 10% sul totale. Lo studio fotografa anche la tenuta del canale erboristeria che, con un fatturato di 440 milioni, rappresenta il 4,4% dei consumi totali, con una crescita dell’1% sull’anno precedente. Le cifre del ‘Beauty Report 2018’ trovano conferma nella crescente importanza che il settore ‘Cura del corpo naturale e bio’ riveste al Sana, con un’ampia proposta di cosmetici biologici e naturali, prodotti per la bellezza e la cura del corpo, integratori alimentari, articoli e servizi naturali per la cura della persona e per tutto ciò che riguarda il benessere.

TRA I COSMETICI naturali più diffusi, ci sono quelli che riguardano la cura del capello: shampoo, maschere, impacchi, fiale rinforzanti, riflessanti naturali e olii. Sempre più donne chiedono ai loro parrucchieri trattamenti che arrivano dalla natura. A rendere ‘verde’ un cosmetico – spiega una ricerca di ‘Cosmetica Italia’ che ha interpellato 30 donne di età compresa tra i 25 e i 45 anni – per le acquirenti è, in particolare, l’assenza di paraffina, siliconi e parabeni; il fatto che non sia stato trattato chimicamente; che non sia cancerogeno; che non sia testato su animali e, infine, che non contenga alcool e coloranti. Il Sana sarà anche l’occasione per scoprire, accanto al settore ‘Cura del corpo naturale e bio’, il meglio dell’‘Alimentazione biologica’, con l’esposizione di prodotti alimentari; macchinari per la lavorazione e il packaging; attrezzature per l’agricoltura; servizi; enti di certificazione e tutto quanto compone la filiera agroalimentare bio. Un altro tassello fondamentale sarà rappresentato dal comparto del ‘Green lifestyle’, dedicato alle soluzioni ideali per vivere ogni giorno in maniera sostenibile ed ecologica.

Paola Benedetta Manca

Start up Elena e la storia di Biolandia: «I prodotti green rivoluzionano la vita»

Paola Benedetta Manca
CASTIGLIONE OLONA (Varese)

SI CHIAMA Biolandia, un nome che evoca, immediatamente, il paradiso del Bio e della natura. È la start up di Elena Cantarelli (in foto) – 44 anni, di Como – e, il 1 settembre, ha festeggiato il suo primo compleanno. Elena ha creato, come suggerisce il nome del suo e-commerce, un vero e proprio mondo bio, popolato da una community, quella delle ‘Biolandine’, che, ogni giorno, nella pagina facebook ‘BioLandiaOnLine’, che vanta ormai 2.062 membri, si confrontano sulla cosmesi e la cura naturale del corpo e dei capelli, con post, video e foto. Elena dà consulenze a tutte le iscritte sulle marche e i prodotti che vende, che testa in prima persona. Sarà al Sana per tre giorni, ospite degli stand di tante marche bio che trovano una casa, durante l’anno, nella sua ‘Biolandia’.

Hai sempre avuto la passione per il bio e la cosmesi naturale?

«No no, è nata per caso. Avevo problemi alla cute dovuti alle tinte chimiche. Ho provato a usare articoli naturali e mi si è aperto un mondo. Non avrei mai pensato di lavare i capelli con le erbe. Con le sostanze chimiche, quando si smette di usarle, finisce anche l’effetto. Invece, con il bio, la pelle e i capelli ricevono un beneficio autentico che si vedrà sempre. Il bio è uno stile e una filosofia di vita che abbraccia tutto, dal cibo alla cosmesi».

Cosa significa per te partecipare al Sana?

«È una grandissima soddisfazione perché vuol dire che ho costruito bene. Con me, in quest’avventura, ci sono quattro donne che seguono il gruppo su facebook, un aiuto preziosissimo. Saremo tutte al Sana e incontreremo le ‘Biolandine’. In, più in un ambiente così dinamico e creativo, potrò prendere tanti spunti per la mia start up».

Ecco, com’è nata Biolandia?

«Le amiche mi incaricavano, in continuazione, di fare ordini nei negozi di cosmesi bio per conto loro, perché sapevo quali erano i prodotti più adatti alle loro esigenze: era diventato un secondo lavoro, perché erano tantissime. A quel punto ho pensato: ‘E se lo facessi diventare davvero un mestiere?’».

Cos’ha di diverso la tua start up?

«Scelgo solo brand piccoli, artigianali e poco conosciuti. Li trovo la notte, quando non riesco a dormire… Con loro stabilisco un rapporto quasi di partnership e li aiuto a lanciare i nuovi articoli. Scelgo questi marchi perché, di solito, usano materie prime di qualità e accolgono suggerimenti sui prodotti che mancano sul mercato e di cui si sente l’esigenza; imput che arrivano anche dal confronto con le ‘Biolandine’ su facebook. Ad esempio, ho partecipato, in laboratorio, alla creazione della nuova crema per il corpo ‘Alia’, un brand siciliano, nata per colmare un vuoto sul mercato.

E poi c’è il gruppo su facebook..

«Sì. Le ‘Biolandine’ sono compagne di viaggio, non clienti, si sperimenta insieme, si possono anche criticare i prodotti del mio shop e proporre miglioramenti. C’è una rubrica della cosmetologa e sono iscritti tanti parrucchieri, ad esempio, che si affacciano a questo mondo per la prima volta».

Sul gruppo facebook si parla spesso della tua ‘stanza delle esigenze’, ma cos’è?

«È una stanza (ride), a casa mia, dove ho sistemato gli scaffali con i prodotti dello shop e in cui preparo le scatole da spedire. È la stanza delle meraviglie, quella che crea esigenze che non si sapeva di avere, un po’ come ne ‘La fabbrica del cioccolato’ del film di Tim Burton. Le ‘Biolandine’ sono sempre invitate a visitarla e tante sono venute a trovarmi. La loro espressione, quando entrano dentro, è fantastica, come se arrivassero in un negozio di caramelle.

Di |2018-10-02T09:24:18+00:0004/09/2018|Imprese|