BANCO BPM BRUCIA LE TAPPE

Guai a risvegliare lo spread
«All’Italia serve solo credibilità
Il governo riunisca Nord e Sud»

MILANO

Dottor Castagna, peggio lo spread sulle montagne russe o le promesse eccessive della politica?

«Un Paese non può aspettarsi sconti se non dimostra di essere sulla strada del miglioramento. E le banche, per prime, lo hanno sperimentato».

Che cosa si aspetta dal nuovo governo?

«È giusto riformare in Europa ciò che non funziona bene, male riforme si fanno dall’interno e guadagnando credibilità. Mi auguro che questo governo riesca a riformare regole europee troppo rigide, ma credo che il primo obiettivo sia dare credibilità al Paese e al suo futuro».

L’alleanza è assolutamente inedita.

«È tra due partiti con posizioni diverse, ma è anche un’alleanza fra due aree geografiche con esigenze che, nel breve periodo, sono differenti. Una vuole meno tasse e più sicurezza, l’altra qualcosa per andare avanti. Se riuscissero a fare dialogare due aree che forse si sono ignorate, potrebbe essere un’ottima opportunità».

Ma per avere credibilità che serve?

«Un piano corretto. Nel periodo in cui si erano cominciate a realizzare alcune riforme all’estero eravamo accolti coi tappeti rossi. L’Italia è un paese amato e rispettato, può cambiare l’Europa ma non serve esasperare le richieste. Basta fare le cose giuste per i giovani e il futuro del paese. E quindi riduzione del debito non più solo con il rigore ma con la ripresa degli investimenti e la capacità di creare occupazione. Negli ultimi 10 anni il Paese ha aumentato il debito, ma ha smesso di investire in infrastrutture».

E per le imprese?

«Le aziende che vediamo stanno registrando ottimi risultati. Emerge dai bilanci dei nostri clienti: non sene vedevano così da 10 anni».

Banco Bpm ha reagito alla Bce nel momento della fusione senza mai contestare polemicamente le regole. È lo stile da seguire?

«Il mercato aveva esasperato la situazione sui bad loans e sulle asset quality. Avevamo intuito che gli 8miliardi di crediti deteriorati che avevamo definito nel piano industriale concordato con i regolatori poteva essere incrementato e abbiamo annunciato un piano di dismissione in tre anni di 13 miliardi. Un piano che probabilmente concluderemo in anticipo rispetto a quanto abbiamo annunciato».

Morale?

«Se hai voce in capitolo, puoi interloquire e ti stanno a sentire. Ma bisogna recuperare credibilità».

Davide Nitrosi

Di | 2018-06-12T11:31:56+00:00 12/06/2018|Primo piano|