AZIENDE CHE INVESTONO

Coopservice fissa gli obiettivi 2019
«Superare il miliardo di fatturato,
sostenibilità e nuove acquisizioni»

Luigi Manfredi
REGGIO EMILIA

SOSTENIBILITÀ, innovazione, persone. E un obiettivo strategico- economico: superare il miliardo di fatturato e siglare nuove acquisizioni. Sono questi i pilastri sui quali poggia la filosofia di Coopservice, gruppo leader nei servizi integrati (dalle pulizie alla vigilanza, dall’energia alla logistica), che troverà un momento di sintesi con l’assemblea generale dei soci a fine mese partendo da questi numeri: oltre 22mila dipendenti (15mila la sola Coopservice); quasi 6mila soci; oltre 900 milioni di fatturato di gruppo; 506mila allarmi gestiti (uno al minuto); 10 milioni di chilometri percorsi dalle pattuglie di vigilanza; 45mila punti luce pubblica gestiti; 60 milioni di farmaci movimentati; 29 tra sedi e filiali; 8 società controllate all’estero. Il presidente Roberto Olivi è impegnato in questi giorni con le pre-assemblee in giro per l’Italia.

Partiamo dall’innovazione (intelligenza artificiale, algoritmi), un tema centrale del nostro tempo. Come la declinate in un mondo così tradizionale come i servizi?

«E’ un pilastro del nostro piano strategico che ha visto un forte investimento di risorse come mai era stato fatto prima. Per esempio, in collaborazione con Unimore nel 2018 abbiamo fatto oltre 7mila ore di ricerca in progetti innovativi. E’ la nuova frontiera. L’altro tema intimamente connesso è quello della formazione dei dipendenti perché questa nuova cultura attraversi tutta l’azienda».

Passiamo alla sostenibilità. Cosa significa per voi?

«Non si può più parlare di sviluppo senza coniugarlo alla sostenibilità. Abbiamo già capito che i consumatori si orienteranno verso le aziende più sostenibili. In tema di occupazione siamo in prima fila per l’inclusione. Detto che la maggioranza del nostro cda è composto da donne, lavoriamo quotidianamente per gestire diversità: l’11% dei nostri lavoratori ha cittadinanza straniera e proviene da 86 Paesi. E’ un elemento fondamentale di Coopservice. Poi la riduzione del consumo di materie prime ed energia ad esempio nel settore delle pulizie».

Al centro ci sono sempre le persone…

«Certamente. Investiamo molto nel welfare aziendale: dal 2015 abbiamo erogato 167 borse di studio a studenti meritevoli figli dei soci; abbiamo istituito un fondo di solidarietà finanziato con 220mila euro per aiutare i soci in difficoltà. E cito ancora previdenza e sanità integrative. Abbiamo sfiorato i 2 milioni di benefici a vario titolo ai soci. Abbiamo garantito il ristorno».

Ormai Coopservice ha imboccato la strada di una progressiva integrazione dei servizi…

«Sì, nel tempo abbiamo costruito un percorso di integrazione delle varie funzioni trasversali. Dire che superiamo un’organizzazione per linee forse è un po’ eccessivo, di certo facciamo un passo ulteriore verso la logica dell’integrazione anche grazie alla fusione di Gesta».

Quali sono gli obiettivi per quest’anno?

«Ci avviamo a superare il miliardo di fatturato. Stiamo anche cercando di investire in acquisizioni». Le novità all’estero? «I mercati in cui siamo presenti sono importantissimi. In Spagna abbiamo vinto recentemente una gara per la vigilanza in tre ospedali di Valencia: 6 milioni di fatturato per due anni».

La novità Una app per gestire i traslochi

REGGIO EMILIA

SUL FRONTE dell’intelligenza artificiale, nel corso del 2018 Coopservice ha sviluppato un applicativo per il settore traslochi della cooperativa (nella foto). In pratica è stata «addestrata», con più di 10.000 immagini eterogenee, una ‘rete neurale’ attraverso tecniche di deep learning (apprendimento supervisionato) che ora è in grado di riconoscere alcune tipologie di mobili presenti all’interno di un ufficio: scrivanie, cassettiere e seggiole. Basta quindi scattare una foto dell’ambiente con un cellulare su cui è installata l’applicazione e il sistema, dopo aver riconosciuto gli oggetti, è in grado di fare automaticamente un preventivo, valutare la quantità di lavoro necessario e la tipologia di mezzi adatti al trasloco. «Questo consente maggiore efficienza gestionale e l’abbattimento del tempo di esecuzione del servizio in fase di sopralluogo». L’applicazione, già completa, è in fase di sperimentazione all’interno dell’area che si occupa di traslochi.

UN SECONDO esempio di innovazione riguarda le persone che ruotano attorno al Policlinico Umberto I di Roma. Con la metodologia del design thinking è stata studiata una nuova logica di gestione delle risorse umane nel servizio di igiene ospedaliera «che consente maggiore efficienza in termini di tempo di esecuzione e qualità del servizio e aumento del benessere psicofisico del lavoratore».

l. m.

Di |2019-06-24T10:17:10+00:0024/06/2019|Imprese|