AZIENDE CHE INVESTONO

In Cina scoppia la guerra del caffè
La startup Luckin vale 2,2 miliardi
e sfida il colosso Starbucks

Elena Comelli
MILANO

IN CINA scoppia la guerra del caffè. E il colosso Starbucks, sbarcato di recente anche a Milano, rischia di rimetterci le penne. La catena americana di caffetterie è presente con oltre 3.500 negozi in Cina, diventata ormai il suo secondo mercato dopo gli Stati Uniti. Il pericolo arriva dalla startup cinese Luckin Coffee, che punta a raggiungere un totale di 4.500 negozi entro la fine del 2019 e dimostra chiaramente l’ambizione di mettere i bastoni tra le ruote alle caffetterie di Seattle.

ALL’APPARENZA, la formula è la stessa: vendere un buon caffè a chi spesso va di corsa. Ma è la modalità che cambia, dal momento che l’azienda guidata da Jenny Qian Zhiya punta tutto sulla tecnologia. A differenza dei negozi Starbucks, le caffetterie del marchio asiatico sono piccoli chioschi che prendono ordini solo online: nei suoi punti vendita non si accettano contanti e i clienti possono pagare solo tramite l’app Luckin, che offre anche bonus fedeltà. Questa novità ha molto attratto i cinesi, tanto che in poco più di un anno di attività Luckin ha già aperto 2.000 punti vendita e il valore stimato della startup si aggira oggi intorno ai 2,2 miliardi di dollari, anche grazie all’iniezione di capitale da 200 milioni di dollari ricevuta lo scorso luglio da un pool di investitori.

DAL CANTO suo, il colosso a stelle e strisce, che ad agosto ha unito le sue forze con il gigante dell’e-commerce cinese Alibaba per lanciare un servizio a domicilio e proprio a Shanghai ha aperto il suo negozio più grande, è pronto a raddoppiare i suoi 3.500 punti vendita entro la fine del 2022. Se la concorrenza di Luckin non lo fermerà prima.

«PUNTIAMO tutto sulle economie di scala e la velocità di crescita» ha detto Yang Fei, responsabile del marketing di Luckin, in una recente presentazione a Pechino. «Non ha senso per ora parlare di profitti» ha aggiunto, spiegando che i punti fedeltà per attirare più clienti saranno una parte importante della strategia aziendale per i prossimi anni. Se Luckin riuscirà a raggiungere il suo obiettivo di 4.500 negozi entro la fine del 2019, avrà già superato Starbucks, che ha dominato a lungo la scena del caffè in Cina senza concorrenti.

L’ESPANSIONE lampo di Luckin è in netto contrasto con la storia del rivale di Seattle, che ha aperto il suo primo negozio in Cina nel 1999 e ci ha messo vent’anni a raggiungere la sua posizione attuale. In questi due decenni la catena americana ha trainato la crescita di una cultura del caffè in Cina, che prima non esisteva, e ha iniziato a veder nascere i primi concorrenti solo negli ultimi 18 mesi.

L’ASCESA rapidissima di Luckin non è arrivata a buon mercato. La startup ha registrato una perdita di 116 milioni di dollari l’anno scorso, che per ora non ha spaventato i suoi investitori, fra cui anche il fondo sovrano di Singapore Gic e la China International Capital Corp.

SECONDO Bloomberg, però, c’è un motivo semplice che porterebbe a propendere per una vittoria di Starbucks sul lungo periodo: la sua consolidata reputazione, in contrasto con una forte dispersione di risorse nel marketing profusa dal gruppo cinese, che sembra avviato a fare il passo più lungo della gamba.

Pmi innovative Al via Unicredit Start Lab 2019

BOLOGNA

SONO aperte le iscrizioni alla sesta edizione di Unicredit Start Lab, il programma di accelerazione lanciato da UniCredit nel 2014, rivolto a startup e Pmi innovative costituite da non più di cinque anni. Anche quest’anno, fa sapere Unicredit, l’iniziativa «si articolerà in numerose azioni, con l’obiettivo di far crescere nuove realta’ imprenditoriali ad alto contenuto tecnologico e innovativo», attraverso «l’assegnazione di premi in denaro, attività di mentoring, training manageriale, servizi bancari ad hoc e la ricerca di controparti commerciali e strategiche grazie a business meeting con società del network Unicredit e soggetti istituzionali». Quattro le categorie all’interno delle quali le idee imprenditoriali potranno concorrere per aggiudicarsi l’accesso: ‘Innovative Made in Italy’, in cui si ricercheranno aziende ad alto potenziale in settori come agrifood, moda, design, nanotecnologie, robotica, meccanica e turismo; ‘Digital’, per aziende e idee “relative a sistemi cloud, hardware, app mobile, internet of things, servizi e piattaforme B2B e fintech; ‘Clean Tech’, per business plan su soluzioni per efficienza energetica, energie rinnovabili, mobilità sostenibile e trattamento dei rifiuti; e ‘Life Science’, in cui si individueranno progetti in tema di biotecnologie e farmaceutica, medical device, digital health care e tecnologie assistive. Per partecipare alla selezione, le imprese devono presentare, entro il 16 aprile, un progetto imprenditoriale ad alto contenuto innovativo. Dettagli su www.unicreditstartlab.eu.

Di |2019-01-15T09:12:03+00:0015/01/2019|Imprese|