ATTREZZI HI–TECH

Emak, gli specialisti del verde
puntano sui macchinari a batteria
«Alla conquista dei nuovi mercati»

Francesco Gerardi

BAGNOLO (Reggio Emilia)

«ITALIA giardino d’Europa», si diceva un tempo. Ma non molti, almeno tra il grande pubblico, sanno che il nostro Paese è anche leader nelle tecnologie di chi il verde lo cura: in provincia di Reggio Emilia, infatti, a Bagnolo, ha sede il Gruppo Emak, una delle maggiori realtà globali nella produzione di soluzioni innovative per il giardinaggio, l’attività forestale e l’agricoltura.

«REALIZZIAMO e distribuiamo macchine, componenti e accessori ad alto valore tecnologico per il verde», racconta Giovanni Masini, direttore marketing. «Quindi parliamo di motoseghe, motozappe, trattorini, tagliasiepi, eccetera. Sono più di duecento i modelli del nostro catalogo, adatti a tutti i tipi di utilizzi e progettati in modo innovativo e con una grande attenzione per l’ambiente», continua Masini. Quotato in Borsa da esattamente 20 anni, da allora Emak ha vissuto una costante espansione (nell’ultimo anno il titolo è salito del 66%), confermata dai numeri del bilancio 2017 appena approvato: i ricavi consolidati sono stati pari a 422 milioni di euro, con un aumento del 7,7% (erano 392 nello scorso esercizio). Presente direttamente in 13 Paesi, sono 85 quelli raggiunti dai suoi marchi, con 135 distributori e 22mila punti vendita. I dipendenti, tra società controllate e collegate, sono duemila.

NUMERI DA PLAYER internazionale. «Sì, è così – conferma Masini –. Le nostre cifre parlano chiaro: con quattro marchi commerciali (Efco, Oleo-Mac, Bertolini e Nibbi) molto conosciuti e apprezzati sia dai professionisti sia dagli hobbisti di tutto il mondo, altrettante unità produttive e 20 famiglie di prodotto, possiamo dire di essere una realtà in costante crescita».

«I RICONOSCIMENTI internazionali per la qualità e l’eccellenza progettuale, ormai numerosi, ci hanno resi un punto di riferimento nella tecnologia del motore a scoppio applicata a questo nostro settore – argomenta il direttore marketing di Emak –. In più, investiamo molte risorse nella ricerca per riuscire a mettere sul mercato macchinari sempre più silenziosi, maneggevoli e con ridotto impatto ambientale».

TRE, IN REALTÀ, sono le aree di business del gruppo. Quella che chiamano Outdoor power equipment produce macchine per giardinaggio, agricoltura e attività forestali. High pressure water jetting (in cui spicca la controllata Comet) è invece l’area specializzata in pompe per l’industria e le idropulitrici. L’area componenti e accessori, infine, realizza prodotti per tutti gli altri settori del gruppo.

IL GRUPPO Emak guarda con grande fiducia alle sfide del futuro: «Sono due le direttrici di sviluppo – spiega Masini –. La prima riguarda l’Europa, in cui sta esplodendo la richiesta di prodotti a batteria, sia per ragioni di comodità pratica sia per ragioni ambientali. Per noi è un cambiamento di pelle importantissimo, visto che siamo nati e cresciuti per quaranta anni con i motori a scoppio. La domanda si sta spostando in quella direzione e ci siamo fatti trovare pronti, con una gamma di attrezzi a batteria che lanceremo in autunno».

LA SECONDA DIRETTRICE è relativa all’espansione in nuovi mercati, «in particolare Sud America e Asia, che hanno margini di crescita enormi e per i quali stiamo lanciando una gamma di prodotti dedicati alle abitudini, agli usi e ai prezzi di quelle aree», chiude il direttore marketing.

 

Nel Mezzogiorno Progetto italo-cinese per produrre pomodori che hanno meno sete

SALERNO

UN PROGETTO italo-cinese per risparmiare acqua nella coltivazione dei pomodori (e non solo). L’innovativa soluzione per la sterilizzazione dei terreni dell’azienda conserviera Finagricola di Battipaglia, nel Salernitano, non è passata inosservata, anche all’altro capo del mondo. Finagricola, infatti, è stata selezionata dalla Chinese academy of agricultural sciences (Caas) per un progetto di ricerca nell’ambito degli accordi di cooperazione internazionale tra il Cnr e la Caas. Una delegazione guidata dal vice ministro cinese dell’Agricoltura è stata in visita allo stabilimento alle porte della Piana del Sele per osservare l’intero processo produttivo del cosiddetto ‘oro rosso’. All’incontro hanno partecipato, tra gli altri, il vice ministro dell’Agricoltura, Tao-Lin Zhang e il direttore commerciale di Finagricola, che produce i pomodori a marchio Così Com’è, Fabio Palo. A fare da trait-d’union, il fisico del Cnr Pasquale Mormile, che, da 12 anni, segue il progetto di ricerca che punta a dimostrare come i film fotoselettivi riflettenti assicurino un reale risparmio idrico, oltre il 30%, in agricoltura. Al contempo, si ridurrebbe l’energia elettrica impiegata per le pompe di irrigazione e, dunque, un’ulteriore diminuzione dei costi di produzione. «Gli ospiti sono rimasti molto colpiti – spiega Palo – dal notevole livello che abbiamo in Italia sulla sicurezza agroalimentare: volevano capire quali tecniche vengono utilizzate per realizzare prodotti privi di residui antiparassitari».

Di | 2018-05-14T13:14:02+00:00 02/05/2018|Focus Agroalimentare|