Piegare le lamiere con il laser
Così la Siderflange da Cesena
ha conquistato il mercato

Matteo Radogna

CESENA

ESISTONO molti modi per tagliare una lamiera. Alcuni sono adatti per le piastre più sottili, altri per quelle più spesse. Altri sono più costosi e altri meno. Ma pochi sono precisi come quelli realizzati con le macchine laser di Siderflange, a Cesena. Da oltre 30 anni questa realtà industriale che occupa una quarantina di dipendenti, si è specializzata nelle lavorazioni della lamiera. «Nel 1981 abbiamo iniziato lavorando soprattutto con aziende locali – spiega il responsabile degli acquisti Luca Piraccini – ed eseguendo piccole lavorazioni di ossitaglio, e piegatura. In seguito, i rapidi mutamenti tecnologici hanno determinato la necessità di dotarsi di attrezzature sempre più aggiornate che, grazie all’esperienza acquisita, ci hanno portato a essere un punto di riferimento nel settore».

PIRACCINI illustra l’evoluzione dell’impresa: «Spaziamo in tutti i settori. Dal navale, macchine da scavo, strutturale a quello della meccanica. Possiamo tagliare lamiere da 1 a 400 millimetri di spessore, possiamo piegare fino 30 millimetri di spessore e lunghezze fino a 10 metri grazie ad una pressa da 10 tonnellate, inoltre il nostro ufficio tecnico è in grado di elaborare ogni progetto richiesto dalla clientela». La flessibilità è una delle prerogative di Siderflange: «Studiamo le soluzioni migliori per i nostri clienti – prosegue Piraccini –. Altra cosa importante è la materia prima: utilizziamo solo materiale di qualità di origine europea. In questo momento i nostri clienti sono soprattutto italiani. Si parla, però, di realtà che anche grazie al nostro lavoro, sono protagonisti all’estero». Piraccini punta sulla tecnologia: «Questo ci ha permesso di superare la crisi in un comparto che ha visto molte aziende chiudere perché non hanno saputo innovarsi. Per stare sul mercato abbiamo investito su macchine per la lavorazione difficili da trovare nel nostro settore. I nostri obiettivi, inoltre, sono l’ottimizzazione delle risorse nonché il continuo ampliamento del nostro mercato. Pur disponendo già di tecnologie avanzate desideriamo continuare ad investire in macchinari sempre più performanti».

SIDERFLANGE è un’azienda di riferimento anche per quanto riguarda la calandratura, ossia un processo di produzione industriale di tipo deformazione plastica che consente di produrre o trasformare fogli di materiale o profilati metallici. Macchine per la deformazione della lamiera, per il taglio e l’ossitaglio, macchine per la lavorazione di barre, tubi, sono alcune delle tecnologie dell’azienda di Cesena.

IL MERCATO di riferimento è quello che aggrega diverse province: «Operiamo a Forlì, Cesena, Rimini e Ravenna – rileva Piraccini –. Qui è concentrato l’80 per cento del nostro fatturato. Cosa ci differenzia dagli altri? Siamo specializzati, fra l’altro, nelle pieghe di lamiere fino a dieci metri. La calandratura è una dei nostri fiori all’occhiello per le misure che riusciamo a fornire introvabili sul mercato».

PIRACCINI spiega cosa significa il taglio laser applicato alle lamiere: «Permette nuove possibilità di applicazione nel campo della lavorazione metalli ed è sinonimo di eccellente qualità – conclude – . Il taglio laser oggi e riconosciuto a livello mondiale come strumento irrinunciabile, per la sua grande flessibilità operativa, per la quasi totalità dei materiali trattabili e delle forme realizzabili».


Expo energia L’Emilia Romagna ad Astana

BOLOGNA

IL KAZAKISTAN apre le porte al mondo con l’Expo di Astana, dedicato al tema Energia del futuro (fino al 10 settembre). La Regione Emilia Romagna parteciperà all’evento dal 3 al 10 settembre. In programma alcuni workshop tematici sui temi degli scenari sulla low carbon economy, dell’economia circolare e il recupero delle materie, delle soluzioni e tecnologie per offshore e rinnovabili e dei sistemi di trazione alternativi, che hanno l’intento di valorizzare in particolar modo le imprese e le tecnologie che fanno dell’Emilia-Romagna una realtà all’avanguardia nel campo della sostenibilità. Al piano Kazakistan della Regione ha aderito il sistema Confindustria Emilia-Romagna, che ha focalizzato su questo Paese una fase di un progetto regionale rivolto ad alcuni stati orientali ad alto tasso di sviluppo. Il progetto, coordinato da Unindustria Reggio Emilia e sostenuto dalla Regione Emilia-Romagna e in collaborazione con BPER, consentirà a numerose imprese della regione di promuovere accordi di collaborazione commerciale con le controparti d’affari kazake interessate, attraverso un processo di selezione e qualificazione degli incontri b2b che sarà realizzato da Informest, agenzia di International Business Development particolarmente specializzata sui mercati euroasiatici.

L’ITALIA è un partner strategico per il Kazakistan, primo paese importatore dei suoi prodotti, prevalentemente energetici, per un valore di quasi 1,5 milioni di euro annui. Nel 2016 l’export ammontava a 842 milioni di euro, in aumento del 8,2% rispetto al 2015, prevalentemente prodotti dell’abbigliamento, macchinari di impiego generale, tubi condotti, profilati cavi e relativi accessori. Il 10% dell’export italiano proviene dall’Emilia-Romagna.

NEGLI ULTIMI 10 anni la bilancia commerciale dell’Emilia-Romagna con il Kazakistan è nettamente positiva, diversamente da quanto accade a livello nazionale. Dal 2007 ad oggi le esportazioni regionali verso il Kazakistan sono aumentate di circa il 10%, per un valore pari a 84,1 milioni di euro nel 2016. La quasi totalità dell’export emiliano-romagnolo diretta in Kazakistan appartiene al settore manifatturiero, con particolare riferimento a macchinari e apparecchi meccanici (43% del totale export regionale verso il Paese), prodotti tessili e abbigliamento (28%), metalli e prodotti in metallo (8%).