Tecnologia e mercati stranieri
La rivoluzione dell’ortofrutta
va in scena alla Fiera di Rimini

MACFRUT, a essere dei filologi rigorosi starebbe per Macchine (Mac) per la Frutta (Frut). Questo sulla carta ingiallita di tanti anni fa. La realtà di oggi parla di una fiera di filiera cresciuta in maniera esponenziale, proiettata ai vertici internazionali del sistema ortofrutta europeo. In programma alla Fiera di Rimini dal 10 al 12 maggio, alcuni numeri danno l’idea di cosa sia Macfrut: 50mila metri quadrati di superficie (solo quattro anni fa erano 20mila), espositori saliti a 1.100, boom di presenze estere(+30%), tanto che un espositore su quattro arriva da oltreconfine. E se a questo aggiungiamo 1.200 buyer invitati da tutto il mondo e l’immensa Cina Paese partner, ce n’è abbastanza per mandare in soffitta l’interpretazione filologica testé citata. Anche perché parliamo di un settore strategico dell’agroindustria Italia, seconda voce dell’export con 5 miliardi di euro (+5%), un saldo commerciale pari a +390 milioni di euro lo scorso anno.

IN UN CONTESTO di questo tipo una fiera se non ha i crismi dell’internazionalità tanto vale non farla neppure. Non è certo il caso di questa kermesse dell’ortofrutta che ospita una quarantina di Stati con numerose new entry, in rappresentanza dei cinque Continenti. Tra le novità, Angola, Etiopia, Uganda, Guatemala, Nicaragua, Costarica e Uruguay. Delegazioni di operatori sono previste da Mozambico, Zimbabwe, Zambia, Sud Africa, Senegal, Ghana, Kazakistan, Uzbekistan, Kirghizistan, Bielorussia, Ucraina, Russia. Particolarmente numerose le delegazioni provenienti dall’India con i più importanti importatori di ortofrutta, e dal Medio Oriente (in particolare Arabia Saudita, Qatar, Bahrein) con la presenza delle catene Carrefour Arabia Saudita ed Emirates, Al Jazeera, Lulu Supermerket.

Tre giorni ricchi di incontri e assaggi

Macfrut ospita 1.100 espositori di tutta la filiera ortofrutticola e 1.200 operatori specializzati provenienti da tutto il mondo.

I micro-ortaggi presto in tavola

Assoluta anteprima del macfrut sono le ‘microgreens’, piantine giovani e ricchissime di sostanze nutrienti coltivate direttamente nei negozi e nei supermercati.

Obiettivo sul pianeta Cina

La Cina è il Paese partner di Macfrut 2017. Interverranno numerose delegazioni qualificate dal mercato più interessante per i nostri prodotti.

DISCORSO a parte merita la Cina, Paesepartner, presente con 20 espositori e l’aggiunta di una trentina di importatori invitati. Il motivo di questo interesse per l’Italia è presto detto: il nostro Paese è il primo esportatore europeo di kiwi in Cina, da poco si è aperto il mercato delle arance, c’è attesa per l’apertura su mele e pere. In Fiera anche il Forum dedicato ai mercati dell’Asia e del Medio Oriente che vedrà la partecipazione dei big mondiali del retailer e dell’e-commerce cinese, tra cui Alibaba Hemfresh, Frutacloud, Vanguard, Danube, Artico Solutions, Pagoda. POI c’è il capitolo dell’innovazione dove l’Italia è all’avanguardia, e la fiera fa da vetrina. A partire da Macfrut in Campo, una grande area di 700mq allestita all’interno dei padiglioni della Fiera di Rimini dove verrà riprodotto un vero e proprio campo prova con all’opera le macchine agricole più innovative. E ancora il comparto dei microgreens, germogli e baby leaf, oggi tanto in voga, in quella che è stata definita la rivoluzione vegetale. Rendere leggibile al consumatore un’offerta che diviene di giorno più ampia e profonda è il primo obiettivo in termini di esposizione dell’ortofrutta. Per questo verrà rappresentata in ottica di category una proposta di gestione dei prodotti-servizio, sia base verdura che a base frutta, nell’area refrigerata di New Retail Solution. A questa sarà affiancata l’esemplificazione della coltivazione di microgreens direttamente a negozio. Un salto in un futuro ormai prossimo. I microgreens, in italiano micro-ortaggi, sono le piantine giovani e tenere di numerose specie di ortaggi, erbe aromatiche e piante spontanee, che si raccolgono dopo pochi giorni dalla semina, non appena hanno sviluppato le due foglioline cotiledonari, ovvero le prime foglie vere. Non si tratta di germogli (o come spesso vengono chiamati con il termine inglese sprouts) e neppure dei comuni ortaggi da foglia coltivati in campo, cresciuti e pronti al consumo, bensì di una nuova categoria di ortaggi che si contraddistingue per la raccolta precoce e un sistema di coltivazione in miniatura.

MENZIONE speciale alle Regioni mai così assortite. Basilicata in primis, partner dell’edizione 2017, a cui si aggiungono Veneto, Emilia Romagna, Sicilia, Campania, con le novità di Puglia e Piemonte. Ad arricchire la manifestazione oltre una cinquantina di eventi tra convegni e forum, nonché meeting e convention aziendali organizzati dagli espositori. Insomma, frutta e verdura fanno bene. A Macfrut, ancora di più.

Emanuele Chesi